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giovedì 3 aprile 2008

UAI (Unione Astrofili Italiani) - Sezione di Astrofotografia

L’UAI lancia l’astrofotografia
Finalmente la novità che attendevo da molto tempo


LUAI, Unione Astrofili Italiani, è da oltre quarant’anni il primario punto di riferimento della stragrande maggioranza degli astrofili italiani è, inoltre, tra le più importanti associazioni di astronomia europee e del mondo. La grande passione, unita ad una attenta organizzazione e divulgazione della materia, ne fanno il suo punto di forza.
L’UAI ha al suo attivo, perfettamente funzionanti, collaudate e coordinate a livello nazionale, 15 Sezioni di Ricerca: Sole, Luna, Occultazioni, Meteore, Pianeti, Asteroidi, Comete, Stelle Variabili, Cielo Profondo, Quadranti Solari, Astrocultura, Spettroscopia, Strumentazione, RadioAstronomia, Pianeti Extrasolari.

A queste Sezioni, FINALMENTE, va aggiunta l’ultima, quella dell’ASTROFOTOGRAFIA

L’Astrofotografia è ed è sempre stata una delle parti più importanti dell’astronomia, alla quale si sono sempre appoggiate tutte le Sezioni. E’ tramite l’osservazione e il fermo dell’immagine osservata, per mezzo della foto, che si è potuto non solo ammirare in tutta la sua bellezza quello che la natura è riuscita a fare, ma anche a carpire molti segreti della natura stessa, potendo, a posteriori, visionare, confrontare e studiare ciò che si era osservato.
Un esempio per tutti, per dimostrare la potenza dell’osservazione e della fotografia, è un fatto di alcuni giorni orsono: In Scozia alcuni Astronomi scozzesi sono riusciti ad osservare e fotografare in “diretta” la nascita di un pianeta a soli 520 anni luce dalla Terra, posto nella costellazione del Toro. Per quello che ne so è una cosa più unica che rara e, tra l’altro, sarà anche tramite le immagini che si potranno convalidare e studiare le informazioni degli Astronomi.
La Sezione è stata fortemente voluta e organizzata dall’astroimager Giovanni Benintende (tecniche generali di fotografia del profondo cielo con la camera CCD) ed è formata da uno staff di esperti nelle varie aree di interesse: Francesco Antonucci (uno dei maggiori esperti nel realizzare complesse immagini di nebulose con filtri a banda stretta), Filippo Ciferri (elaborazione delle immagini e aspetti tecnologici avanzati e relative metodologie), Paolo Lazzarotti (fotografie in alta risoluzione della luna), Alessio Pisani (riprese CCD con l’ottica adattiva amatoriale), Danilo Pivato (foto astronomiche con reflex analogiche), Renzo del Rosso (foto astronomiche reflex digitali), Vincenzo Russo (riprese in alta risoluzione per la fotografia dei pianeti), Andrea Tamanti (foto astronomiche del profondo cielo da siti fortemente inquinati dalla luce artificiale) e poi ci sono IO (templar185 e tanti tanti altri) che non so ancora cosa farò, visto che debbo imparare tutto questo. La Sezione si occuperà di studiare ed approfondire la conoscenza delle tecniche astrofotografiche e divulgarne le metodologie. Oltre a ciò avrà anche una funzione di supporto tecnico verso le altre Sezioni di Ricerca.

Insomma una Sezione con i fiocchi.

Maggiori informazioni sulla Sezione si possono avere visionando il sito specifico dell’UAI al seguente indirizzo http://astrofotografia.uai.it/ . I componenti della Sezione si sono, altresì, organizzati creando un Gruppo, al quale ci si può e ci si deve iscrivere, che si da appuntamento per scambiarsi in tempo reale commenti, esperienze e informazioni per tutto ciò che concerne l’astrofotografia e non solo. Il Gruppo è di notevole utilità per i professionisti e di VITALE importanza per i dilettanti (come me) e soprattutto per chi si avvicina per la prima volta a questa splendida Sezione.

Il Gruppo di lavoro è visibile al seguente indirizzo
http://it.groups.yahoo.com/group/astrofoto_uai

Chi volesse ISCRIVERSI al GRUPPO (consigliatissimo) può farlo
o dall’indirizzo sopracitato, oppure entrando dall’icona sottostante

Clicca qui per iscriverti a astrofoto_uai
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martedì 1 aprile 2008

La Terra è piatta e il Sole gira intorno alla Terra

Notizie dal Medioevo
“La Terra è piatta ed il Sole gira intorno alla Terra”


Si, avete capito bene! La Terra è Piatta o almeno è quanto afferma Fadhel Al-Said, astronomo e ricercatore iracheno. L’intervista è stata rilasciata alcuni mesi fa e trasmessa sul canale iracheno “Al Fayhaa.”.
Mentre l’astronomo ricercatore (hai voglia a ricercare!) iracheno si affanna a dimostrare che la terra è piatta e, come vuole il corano, che il Sole gira intorno alla Terra perché è più piccolo della Terra stessa, il fisico iracheno Al-Tael, in modo più semplicistico e realistico cerca di affermare che la Terra è sferica.



Signori, siamo rimasti molto indietro eh? Sarebbe interessante sapere presso quale Università questi Signori hanno acquisito, o acquistato, il dottorato, non fosse altro che per evitarla.
La sfericità della Terra era un concetto già acquisito dai Greci nel III secolo a.C. (“avanti Cristo”, meglio specificarlo non si sa mai, cioè 2308 anni orsono). In quel periodo Eratostene calcolò, senza avere la nostra moderna strumentazione, con ottima approssimazione la circonferenza della Terra. Ancora più recentemente, Sant’Agostino (354-430 d.C.) non si fece scrupolo a descrive il nostro pianeta come un globo.
Ed oggi, nel 2008, esiste ancora chi, nonostante illustri titoli di studio presi chi sa dove, ha il coraggio di fare simili affermazioni mischiando, in modo improprio e obrobrioso, la scienza con la religione.
E’ proprio il caso di dire che certa gente “Ha visto più comete che f..a (per i puntini usate l’immaginazione)”. Vi prego, aiutatemi a costruirgli un “Centro Anziani”.

Carissimo Signor Fadhel Al-Said, beccate stà bella canzone di Renato Carosone, te la sei proprio meritata
“Pigliate nà pastiglia siente a me”

mercoledì 26 marzo 2008

L'appuntamento dell'Astronomo - Poesia di Sully Prudhomme

L'appuntamento

E' tardi. Sulla torre l'astronomo si ostina a scandagliare il cielo che esilia ogni rumore. Cerca isole d'oro: confitto nelle tenebre lo sguardo cerca il brivido di illimitate aurore.

Fuggono i mondi, simili a semi sotto il vaglio, e splende agglomerata la densa nebulosa; ma lui, fisso alla corsa sfrenata del suo astro gli intima: "Ritorna fra mille anni a casa".

E l'astro obbedirà. Né un passo né un istante vorrà all'eterna scienza nei secoli rubare. Gli uomini passeranno, l'umanità lo attende.

Essa sta a guardia, l'occhio cangiante ma sicuro. Se al ritorno dell'astro estinta si sarà, veglierà sulla torre, sola, la Verità.

(Sully Prudhomme)

lunedì 25 febbraio 2008

Fisica - Temperatura in Paradiso

Fisica: Che temperatura ha il Paradiso?

La temperatura del Paradiso può essere computata piuttosto accuratamente.


Il nostro riferimento è Isaia, 30:26, "Inoltre, la luce della Luna sarà come la luce del Sole e la luce del Sole sarà sette volte tanto quanto la luce di sette giorni".
Di conseguenza, il Paradiso riceve dalla Luna tanta radiazione quanta noi ne riceviamo dal Sole, e in più 7*7 (49) volte quanta la Terra ne riceve dal Sole, ovvero 50 volte in tutto.
La luce che riceviamo dalla Luna è 1/10.000 della luce che riceviamo dal Sole, sicché la possiamo ignorare... La radiazione che ricade sul Paradiso lo scalderà fino al punto in cui il calore disperso dalla radiazione sarà appena uguale al calore ricevuto dalla radiazione; nell'es., il Paradiso disperde 50 volte il calore disperso dalla Terra per radiazione.
Usando la legge di Stefan-Boltzmann per la radiazione, (H/E)^4 = 50, dove E è la temperatura assoluta della Terra (-300K), si ricava H = 798K (525C).
La temperatura esatta dell'Inferno non può essere computata..., tuttavia, Le Rivelazioni, 21:8, dicono: "Ma il terribile e l'incredibile... avranno la loro parte nel lago ardente di fuoco e zolfo". Un lago di zolfo fuso significa che la sua temperatura deve essere a/o sotto il punto di ebollizione, 444.6C. Abbiamo allora che il Paradiso, a 525C, è più caldo dell'Inferno, a 445C. (Da "Ottica Applicata", vol. 11, A14, 1972).


A questo punto è d’obbligo una famosa barzelletta


Un vecchietto che soffre molto il freddo muore e va in Paradiso. Qui trova S. Pietro e gli dice: "Io soffro molto il freddo, spero di non sentire freddo qui...". "Ma no! Non ci sono problemi! In Paradiso starai benissimo". Il giorno dopo ritorna da S. Pietro tutto tremante: "Brrr! N-n-non e' possibile! Qui fa troppo freddo! Fammi andare in Purgatorio". San Pietro protesta, ma alla fine lo accontenta. Ma il giorno dopo S. Pietro se lo vede arrivare di nuovo: "Brrr! Che freddo! In Purgatorio ci sono anime tormentate in continuo movimento: circola un sacco di aria fresca! Fammi andare all'Inferno". S. Pietro protesta ancora, ma alla fine lo accontenta. Alcuni giorni dopo S. Pietro è preso dal rimorso e scende all'Inferno. Appena entrato cerca il vecchietto nell'oscurità rotta solo dalle fiamme che circondano le anime, in mezzo alle urla dei dannati e gli sghignazzi dei diavoli. Guarda in giro e dopo un pò sente una voce lontana che grida verso di lui. E' la voce del vecchietto che urla: "LA PORTAAAAAAA!!!"

giovedì 21 febbraio 2008

Satellite Spia USA 193 (2006-057A) - Abbattuto - Video

SATELLITE SPIA USA 193 (2006-057A)
ABBATTIMENTO – UN ULTIMO SALUTO AD UN AMICO


Video del lancio del missile SM-3 e abbattimento di USA 193
QUALCHE BUONTEMPONE DELLA DIFESA AMERICANA
HA PENSATO BENE DI ELIMINARE QUESTO VIDEO ORIGINALE
DAL QUALE SI VEDEVA ANCHE LA NAVE LANCIAMISSILI.
E IO, DI VIDEO, CE NE METTO ALTRI TRE - BECCATEVI QUESTI!!!!




Nella giornata di oggi è stato giustiziato, come solo la giustizia americana sa fare, il famigerato satellite spia USA 193 (2006-057A) – Come si dice: “Io ti ho creato e io ti distruggo”. L''ultimo contatto avuto personalmente con il satellite è stato alle ore 02,30, stava entrando nel Sud dell'Oceano Pacifico ed era ad una altezza di 251 km, dopodichè la tracciatura effettuata da n2yo.com è saltata. Non si sa ancora con certezza se il serbatoio, contenente idrazina congelata, sia andato distrutto, la certezza la si avrà entro le prossime 24-48 ore. ADDIO AMICO MIO
EPIGRAFE
Mi dispiace è come se avessi perso un amico, dopo tanti post passati assieme a cercare di capire chi eri, da dove venivi, cosa facevi, ti ho stilato anche il certificato anagrafico (preso dall’NRO, dal JPL, dalla NASA), che altri hanno provveduto a spacciare come loro. Povero amico mio te ne hanno dette e fatte di tutti i colori. Grandi scienziati, saccenti, giornalisti o pseudotali, curiosi, politici o pseudopolitici, rivoluzionari, anarchici, popolani, servi della gleba, ti hanno fotografato, filmato, tracciato le orbite e fatte anche girare, grandi potenze si sono guardate con occhio torvo solo perché tu esistevi. Ma tu, amico mio, eri sempre lì, indifferente a tutte le critiche, imperterrito continuavi il tuo claudicante peregrinare. Non hai mai chiesto niente, né fatto niente (come potevi eri rotto!!!), però tutti i citati gridavano allo scandalo, “Oddio, ha l’idrazina” (manco fosse una brutta malattia), “O cielo, contiene segreti militari”, “Per la miseria è radioattivo”, “Poveri noi, ora cadrà sulla testa di questo o quel Paese”, “Ora è a questa altezza, No, a quest’altra”, “Fa le foto, è un guardone spaziale”, “Macchè è un pedofilo”. Arruolato come “spia”, ti hanno trasformato in spiato, senza sapere cosa spiavano. Finchè un giorno il tuo creatore, stanco delle critiche, della misera opinione pubblica, rivolte verso chi “non fa niente” ha deciso di silurarti e spargere le tue ceneri nei cieli delle Americhe e perché no anche dell’Europa. Addio amico mio. Amen
Antonio (Templar) - Roma, 21 febbraio 2008

In tuo onore ti dedico questa stupenda canzone di Domenico Modugno.

Testo

Mille violini suonati dal vento
tutti i colori dell'arcobaleno
vanno a fermare la pioggia e l'argento
ma piove e piove
sul nostro amor...

Ciao ciao bambina
una bacio ancora
e poi per sempre
ti perderò
come una fiaba
l'amore passa
c'era una volta
poi non c'è più...

Cos'è che trema
sul tuo visino
é pioggia o pianto?
dimmi cos'è
vorrei trovare
parole nuove
ma piove e piove
sul nostro amor...

[ciao bambina]
[ti voglio bene da morire]
[ciao]
[ciao]

Ciao ciao bambina
non ti voltare
non posso dirti
rimani ancor
vorrei trovare
parole nuove
ma piove e piove
sul nostro amor...

ISS - Shuttle Atlantis STS-122 – 1E - Rientro a casa

SHUTTLE ATLANTIS – STS 122
RITORNO A CASA

Atterraggio dello Shuttle Atlantis

Oggi 20 febbraio 2008, alle ore 15,07 italiane, lo Shuttle Atlantis è ritornato a casa atterrando sulla pista n. 15 del Kennedy Space Center della NASA. Dopo aver compiuto una missione di 12 giorni, 18 ore, 21 minuti e 44 secondi, nonchè circa 5,3 milioni di miglia, andata e ritorno Terra-ISS-Terra, lo Shuttle Atlantis ha riportato a casa il suo equipaggio, formato da: Comandante Steve Frick, pilota Alan Poindexter, Specialisti di missione Leland Melvin, Rex Walheim, Stanley Love, Dan Tani e Hans Schlegel (ESA). Dan Tani, dopo 120 giorni sulla ISS, ha ceduto il posto a Eyharts Leopold (ESA).

Video atterraggio Shuttle Atlantis

Bill Gersternmaier, amministratore associato della NASA per le operazioni spaziali, ha dichiarato che: “Questa per noi è stata una incredibile missione, non riesco a pensare ad un modo migliore per iniziare quest’anno se non con questo grande volo”.
L’equipaggio dell’Atlantis, prima di tornare ad Houston, rimarrà presso il sito di lancio tutta la notte.
L’Atlantis è stato riposto nel suo hangar, dove, dopo le opportune manutenzioni, dovrà essere pronto per la sua ultima missione che riguarderà la manutenzione del telescopio spaziale Hubble.
Nel frattempo sulla piattaforma della NASA presso il Kennedy Space Center è già stato posizionato lo SHUTTLE ENDEAVOUR, il quale dovrà essere pronto al lancio per l’11 marzo e portare sull’ISS il primo modulo del laboratorio giapponese.

lunedì 18 febbraio 2008

Satellite Spia USA 193 (2006-057A) - Trovato l'autore della famosa foto di USA 193

SATELLITE SPIA USA 193 (2006-057A)
TROVATO L’AUTORE DELLA FAMOSA FOTO

IL MONDO E’ PICCOLO E LA GENTE MORMORA!!!!

Come promesso nel post del 9 febbraio 2008, siamo riusciti (o meglio, sono riuscito) a rintracciare l’astrofilo, autore della famosa foto del Satellite Spia USA 193. E’ una vera miniera di immagini e filmati.

Monitoraggio in Tempo Reale del Satellite USA 193

La foto e i filmati in questione sono stati realizzati il 18 settembre 2007 usando un Meade LX90 accoppiato ad una webcam Philips ToUcam.

Il nome dell’autore è JOHN

COMPLIMENTI A JOHN!! ORA E' TUTTO VOSTRO

Link a JOHN


domenica 17 febbraio 2008

Eclissi totale di luna - 21 febbraio 2008

ECLISSI TOTALE DI LUNA
21 FEBBRAIO 2008

Video Eclissi Totale di Luna - 21 febbraio 2008


Purtroppo oggi 21 febbraio 2008, alle ore 02,20, a Roma, il tempo è impietoso. Il cielo è completamente coperto e della luna neanche l'ombra. Speriamo che migliori, anche leggermente, quanto basta per una foto o un mini-video. La temperatura è mite e si prevede qualche pioggerellina fitta. Speriamo bene.

Giovedì 21 febbraio 2008 dalle ore 01,43 alle ore 05,09 potremmo assistere ad un’altra eclissi totale di luna. Per la successiva dovremmo aspettare il 2010.


Rappresentazione grafica realizzata da Larry Koehn

Come si può vedere dalla rappresentazione grafica, l’eclissi lunare inizierà alle ore 01,43 e sarà parziale, per quella totale dovremmo aspettare le ore 03,51 per poi finire alle ore 05,09 con un’altra eclissi parziale in chiusura. La tinta che assumerà la luna dipenderà dallo stato dell’atmosfera. Quella del 4 marzo 2007 era di uno stupendo turchese e l’orario era accessibile a tutti.

Eclissi lunare del 4 marzo 2007

In questo caso l’orario non è dei migliori, e lo stupendo spettacolo che sicuramente si prospetterà, sarà seguito solo da chi è veramente interessato. Ma sono sicuro che saremmo tantissimi ad essere svegli ed a sfidare le temperature rigide della nottata del 21 febbraio.

sabato 16 febbraio 2008

Satellite Spia USA 193 (2006-057A) - Verrà abbattuto con un missile SM-3

SATELLITE SPIA USA-193 (2006-057A)
Il satellite verrà abbattuto con un missile SM-3



E’ ufficiale, gli USA, nella giornata di Giovedì 21 febbraio 2008, dalle ore 03,30 alle ore 06,00 (giorno e ora italiana), abbatteranno, con un missile, il satellite spia USA 193 (2006-057A). A tale scopo sono state allertate, al largo dell’Alaska, quattro navi della marina militare.
L’intenzione del Governo USA è quello di abbattere il satellite e fare in modo che i frammenti dello stesso vengano polverizzati. In questo modo i frammenti cadranno al suolo, o meglio in mare (Oceano Pacifico, questo è l'obiettivo finale), senza creare particolari problemi (?).
Il metodo che gli USA intendono mettere in pratica è fattibile, ma abbastanza singolare. Gli stessi desiderano distruggere il satellite solo con l’impatto del missile, senza creare deflagrazioni. Per raggiungere questo scopo le navi americane dovranno rivedere i loro parametri di lancio e modificare le piattaforme. Esistono molte probabilità che l’operazione non riesca al primo tentativo.

Giappone - Test lancio RIM-161A - SM-3

Il missile usato sarà un SM-3 (RIM 161A), usato a scopo difensivo, derivato dal RIM-156 Standard SM-2 ER Block IV.

RIM-161A

Caratteristiche:
Lunghezza (incluso booster):
6,55 nm (21 ft 6 in)
Finspan: 1,57 m (61,8 in)
Diametro: 0,34 m (13,5 in)
Peso: ?
Velocità: 9600 km/h (6000 mph)
Raggio d’azione: >500 km (270 nm)
Propulsione: Booster: United Techologies MK 72 solid-fueled rocket; Sustainer: Atlantic Research Corp. MK 104 dual-thrust solid-fueled rocket; 3° stadio: Alliant Techsystem MK 136 solid-fueled rocket
Testata: Hit-to-kill kinetic warhead (KW)

Il problema del satellite USA-193 è sempre stato quello di non poter essere controllato. Già subito dopo il lancio lo stesso è andato fuori controllo, e per questo motivo è stato sempre tenuto in una orbita più bassa del solito. La sua grandezza corrisponde a quella di un pulmann e i detriti che potrebbero precipitare al suolo sicuramente creeranno seri danni. Oltretutto, il satellite, al momento del lancio era fornito di un serbatoio supplementare contenente 500 kg di combustibile H-70, combustibile a base di Idrazina (idrazina-acqua 30%/70%). L’idrazina è un composto dell’azoto, ed è una sostanza corrosiva, tossica e cancerogena. La tossicità è a carico del fegato, dei reni e del sistema nervoso centrale. Quello che è consolante è che si decompone a temperature elevate in presenza di ossigeno dando azoto e acqua, quindi l’abbattimento a bassa quota, con presenza di ossigeno, del satellite con un missile potrebbe essere un ottimo rimedio, senza contare che i detriti del satellite ed il missile saranno polverizzati, ed anche se l’aria interessata è vastissima (corrisponde a mezzo globo, latitudine tra 58,5 N e 58,5 S) dovrebbe abbattere notevolmente i danni provocati.
Tutta questa operazione non è passata inosservata a i più critici, i quali vedono il lancio del missile come un’ingerenza ed un accomodamento militare, il tutto per dare una risposta alla Cina, la quale due anni orsono, per dimostrare, all'America, al Giappone e alla Russia, la sua potenza militare, diede il via a test militari missilistici anti-satellite (vds video). Ma questi critici non hanno tenuto presente che la Cina con i suoi test anti-satellite creò notevolissimi problemi agli altri satelliti in attività e alla Terra stessa, problemi dovuti a detritri ricaduti al suolo e sparsi nello spazio. In quel caso la Cina non stava risolvendo un problema, al contrario.

Cina – Test anti-satellite

Noi non pensiamo che l’America, la Russia o il Giappone, debbano dimostrare qualche cosa a qualcuno. Non hanno bisogno di ulteriori dimostrazioni per far vedere quello che sono (?). La verità, che gli USA riconoscendo l’errore (strano! Sarebbe la prima volta) del satellite e dichiarandosi disposti ad aiutare tutti i Paesi coinvolti dai detriti del velivolo, stanno dimostrando che: “un problema prima si risolve e poi si cercano i responsabili” (questa dovrebbe essere la regola, ma la logica non è di questo mondo e, non lo è per le grandi potenze). Certo, va da sè, che la tecnologia usata è quella militare, non potevano certo utilizzare un velivolo più civile, magari lo Shuttle, considerando gli altissimi costi dell'operazione militare (tra i 40 e i 60 milioni di dollari) non sarebbe stata una cattiva idea (magari con i saldi di fine stagione avrebbero anche risparmiato, soprattutto qualche critica). Per ulteriori dettagli sul satellite USA 193 vedere gli altri post del blog.

Pianeti extrasolari - Metodi di individuazione

Metodi di individuazione dei Pianeti extrasolari
Concetti generali


E’ ormai più che accertato che il nostro non è l’unico sistema solare ad avere pianeti che orbitano intorno ad una stella.
Ma come è possibile stabilire se una stella, magari simile alla nostra, forma un sistema solare, ed individuare pianeti che, anche con potenti telescopi, sarebbe difficilissimo, se non impossibile, individuare ? La tecnologia e i metodi applicati ad essa ci vengono incontro e confermano quelle che prima erano solo delle ipotesi.
In questo post si daranno solo dei concetti generali, che verranno approfonditi successivamente, punto per punto.
Iniziamo con il dire che un Pianeta extrasolare (exopianeta o esopianeta) è un pianeta non appartenente al nostro sistema solare (può sembrare scontato, ma non è così per mia zia Carolina!) e, fino al 2007, grazie all’affinazione dei metodi, ne sono stati individuati 270 e sono diventati d’interesse scientifico a partire dal 1995 con la scoperta di 51 Pegasi b (distante 50 anni luce) annunciata il 6 ottobre dello stesso anno dagli scopritori Mayor e Queloz . La prima ipotesi sull’esistenza di pianeti extrasolari fu formulata nel 1713 da Isaac Newton, oggi si è arrivati alla conclusione che circa il 10% di stelle simili al nostro Sole hanno un sistema planetario.

51 Pegasi b - raffigurazione pittorica

Le metodologie si possono distinguere essenzialmente in due classi:
- rivelazione diretta
- rivelazione indiretta
Nella rivelazione diretta, su questo ci è stato di grandissimo aiuto il telescopio Hubble, abbiamo tutte quelle tecniche che permettono di osservare un pianeta con un telescopio e sono:
- Direct Imaging
- IFU+ Adaptive Optics
- Nulling Interferometry
Nella rivelazione indiretta, quella più interessante e che ha prodotti quasi tutti i risultati, ci sono tutte quelle tecniche che permettono di individuare un pianeta dagli effetti che esso produce (o vengono prodotti) sulla (o dalla) stella che lo ospita, e sono:
- tecniche fotometriche (transiti e microlensing)
- misure di velocità radiale (doppler, shift)
- temporizzazione dei segnali
- misure della polarizzazione della luce stellare
- astrometria
Va detto che per avere risultati più che sicuri debbono essere usate più tecniche differenti. A tutt’oggi il metodo della rilevazione indiretta che ha dato maggiori risultati è quello delle velocità radiali. Questo metodo è riuscito ad individuare 203 pianeti su 215, seguito poi da quello delle tecniche fotometriche, soprattutto transiti.

Transito di un pianeta sulla stella che lo ospita

Il grande problema della rivelazione indiretta è che l’osservazione non è ripetibile immediatamente ma ha bisogno dei suoi tempi. Un esempio per tutti: un pianeta non è fisso davanti una stella ma vi orbita, quindi nel caso dell’uso di una tecnica fotometrica bisogna attendere il transito del pianeta per poter studiare le sue caratteristiche; il che richiede tempi lunghi, se non lunghissimi, di attesa.
Al contrario, se con la tecnica fotometrica si applica il microlensing (micro lente gravitazionale) la durata importa relativamente, perché l’effetto del leansing ha una durata limitata ma accettabile (alcuni mesi).
Al fine di migliorare le tecniche di individuazione degli esopianeti, per il futuro sono in programma numerose missioni spaziali. Le misurazioni effettuate dallo spazio permettono di annullare tutte, o quasi, le penalità dovute alla distorsione dell’atmosfera terrestre, consentendo agli strumenti di individuare anche le radiazioni che vengono bloccate dall’atmosfera.

giovedì 14 febbraio 2008

Preghiera dell'Aviatore


Preghiera dell’Aviatore


Dio di potenza e di gloria
che doni l’arcobaleno ai nostri cieli
noi saliamo nella Tua luce per cantare,
con il rombo dei nostri motori
la Tua gloria e la nostra passione .


Noi siamo uomini ma saliamo verso di Te
dimentichi del peso della nostra carne
purificati dei nostri peccati.


Tu, Dio, dacci le ali delle aquile,
lo sguardo delle aquile, l’artiglio delle aquile,
per portare, ovunque Tu doni la luce,
l'amore, la bandiera, la gloria d’Italia e di Roma .


Fa, nella pace, dei nostri voli il volo più ardito:
fa, nella guerra, della nostra forza
la Tua forza, o Signore,
perchè nessuna ombra sfiori la nostra terra.


E sii con noi, come noi siamo con Te, sempre.

mercoledì 13 febbraio 2008

martedì 12 febbraio 2008

F16 A/B ADF - Precipita nel mare di Sicilia

AERONAUTICA: F16 A/B ADF Precipitato nel mare di Sicilia


Attualmente la nostra Aeronautica Militare dispone di numerosi F16A/B ADF, dislocati soprattutto nelle basi del:
- 5° Stormo di Cervia, dove è attivissimo il 23° Gruppo “Veltro”. Lo Stormo, attualmente può contare su 11 F16 ADF:
- 37° Stormo di Trapani Birgi, dove sono altrettanto attivi due gruppi: il 10° Gruppo “Picca”, comandato dal Maggiore Salvatore Ferrara, il quale può contare su tre F16 ADF (pochi ma buoni); e il 18° Gruppo “Brandy”, comandato dal Maggiore Maurizio De Angelis, il quale può fare affidamento su undici F16 ADF.
Il Maggiore Maurizio De Angelis è nato a Isernia il 19 luglio del 1970, è sposato, ed ha frequentato l’Accademia Aeronautica con il corso “Marte IV”. Dopo aver frequentato le Scuole di Volo nel Mississipi (Stati Uniti) è stato assegnato al 37° Stormo nel 1998 dove ha svolto tutta la sua carriera operativa. Il Maggiore De Angelis ha al suo attivo oltre 2.000 ore di volo.
Il Maggiore De Angelis, che risulta essere un Comandate dotato di grandi capacità e notevolissima esperienza, il 19 luglio 2007, ad un mese di distanza dal cambio di comando del 10° gruppo, sostituisce il Tenente Colonnello Efrem Moioli ed assume il comando del 18° Gruppo Caccia Intercettori.

Magg. Salvatore Ferrara (Com. 10°Gruppo) - Gen.B.A Sergio Corsino (1^R.A.) - Magg. Maurizio De Angelis (Com. 18°Gruppo)

Un po’ di storia degli F16A/B ADF del 18° Gruppo “Brandy”

Dal momento dell’assegnazione ad oggi, il 18° Gruppo ha dovuto affrontare 5 incidenti aerei, occorsi in varie occasioni, rivediamoli:

F16A/B ADF (MM7237) - Recupero in mare

Il 26 gennaio 2004 l’F16A/B ADF (MM7237), alle ore 19,19 precipita a 9 miglia delle coste di Trapani. Il pilota, Capitano Giuseppe Morana si salva con il paracadute e viene recuperato da un elicottero. Il guasto era dovuto alla mancanza di energia e alla perdita di potenza provocata dall’incendio della batteria di alimentazione. Vengono recuperati i pezzi del velivolo. Il velivolo precedentemente era in forza all’Aeronautica Militare Americana ed era entrato in servizio il 24 febbraio 1982 con la matricola 80581. Con la stessa matricola presta servizio presso le unità aeree americane: 35 TFS “WP”, 162 TGF, 194 FIS, 114 TFTS, 114 FS, 186 FS. L’11 gennaio 2001 assume il numero di matricola AAFG0452 e presta servizio presso: AMARC e successivamente OG-ALG. Nel giugno 2003, con il Programma “Paece Caesar” viene ceduto all’Aeronautica Militare Italiana ed assume la matricola MM7237. Nel dicembre 2003 viene assegnato al 18° Gruppo “Brandy” di Trapani Birgi.

F16A/B ADF (MM7263)

Il 22 maggio 2006 l’F16A/B ADF (MM7263) entra in collisione con l’F16A/B ADF (MM7246) a 5 miglia da Capo Ferrato in Sardegna. Rimangono coinvolti i piloti Pier Francesco Grassi (29 anni) e Fabio De Luca (30 anni) i quali si salvano gettandosi con il paracadute. Sulle cause si sta ancora investigando. Il velivolo (MM7263) in forza all’Aeronautica Militare Americana era entrato in servizio il 15 maggio 1982 con la matricola 80616. Con la stessa matricola presta servizio presso le unità: 10 TFS “HR”, 162 TFG, 194 FIS, 194 FS, 159 FS. Il 2 febbraio 1996 cambia matricola in AAFG0357 e viene assegnato all’AMARC. In data sconosciuta riprende la vecchia matricola e viene assegnato all’OG-ALC. Nel dicembre (?) 2004, con il Programma “Paece Caesar” viene ceduto all’Aeronautica Militare Italiana ed assume la matricola MM7263. Nel gennaio 2005 viene assegnato al 18° Gruppo “Brandy” di Trapani Birgi.

F16A/B ADF (MM7246)

Il 22 maggio 2006 l’F16A/B ADF (MM7246) entra in collisione con l’F16A/B ADF (MM7263) a 5 miglia da Capo Ferrato in Sardegna. Rimangono coinvolti i piloti Pier Francesco Grassi (29 anni) e Fabio De Luca (30 anni) i quali si salvano gettandosi con il paracadute. Sulle cause si sta ancora investigando. Il velivolo (MM7246) in forza all’Aeronautica Militare Americana era entrato in servizio il 20 aprile 1984 con la matricola 82023. Con la stessa matricola presta servizio presso le unità: 363 TFW “SW”, 306 TFS “ZF”, 308 TFS “HS”, 186 FIS. Il 26 gennaio 2001 cambia matricola in AAFG0459 e viene assegnato all’AMARC e successivamente all’OG-ALC. Nel gennaio 2003, con il Programma “Paece Caesar” viene ceduto all’Aeronautica Militare Italiana ed assume la matricola MM7246. Nell’ottobre 2006 viene assegnato al 23° Gruppo “Veltro” del 5° Stormo di Cervia. Nel luglio 2004 passa al 18° Gruppo “Brandy” di Trapani Birgi.

F16A/B ADF (MM7258)

Il 5 novembre 2007 l’F16A/B ADF (MM7258) alle ore 14,50 mentre il velivolo era in fase di decollo, nei confini del campo, un volatile danneggiava la turbina, il Capitano Moris Ghiadoni, 33 anni di Belgioioso (Pavia) veniva portato in ospedale e messo in osservazione. Il velivolo (MM7258) in forza all’Aeronautica Militare Americana era entrato in servizio il 23 novembre 1983 con la matricola 82969. Con la stessa matricola presta servizio presso le unità: 388 TFW “HL”, 194 FIS, 111 FIS. Il 13 gennaio 1994 cambia matricola in AAFG0301 e viene assegnato all’AMARC e successivamente all’OG-ALC. Agli inizi del 2005 (?), con il Programma “Paece Caesar” viene ceduto all’Aeronautica Militare Italiana ed assume la matricola MM7258. Nell’aprile 2005 viene assegnato al 18° Gruppo “Brandy” di Trapani Birgi.

F16A/B ADF

L11 febbraio 2008 l’F16A/B ADF, alle ore 19,30 precipita al largo delle Isole Egadi, tra Levanzo e Madesimo, era in fase di atterraggio e sul posto imperversava un temporale. Il pilota del caccia intercettore, Maggiore Maurizio De Angelis, Comandate del Gruppo, originario di Isernia è vivo e in discrete condizioni di salute ed è stato tratto in salvo da una motovedetta della Guardia Costiera. Il velivolo era in servizio presso il 18° Gruppo Caccia Intercettori “Brandy” del 37° Stormo “Cesare Toschi” dell’Aeronautica Militare di Trapani Birgi. Per il momento non si conoscono le caratteristiche del velivolo.

lunedì 11 febbraio 2008

F16 Precipita nel mare di Sicilia

AERONAUTICA: F16 precipita – Il pilota è vivo
E’ stato recuperato ed è in discrete condizioni
(Fonte: Ansa – 11 febbraio 2008, ore 22,09)

Video F16 ADF


Fonti del Comando Generale delle Capitanerie di Porto riferiscono che il pilota del caccia F16, precipitato in mare al largo della Sicilia, è stato recuperato da una motovedetta della Guardia Costiera ed è diretto a terra. Il pilota del caccia intercettore, Maggiore Maurizio De Angelis originario di Isernia, è vivo ed in discrete condizioni di salute. Il caccia F16, precipitato verso le ore 19,30 al largo delle Isole Egadi, tra Levanzo e Madesimo, era in fase di atterraggio e sul posto imperversava un temporale. Il velivolo era in servizio presso il 18° Gruppo Caccia Intercettori del 37° Stormo “Cesare Toschi” dell’Aeronautica Militare di Trapani Birgi.


Il 18° Gruppo Caccia Intercettori fu costituito nel 1984, per far fronte alle esigenze operative dello Stormo, ed in particolare per attuare tutte le predisposizioni necessarie per la sorveglianza e la difesa dello spazio aereo nel settore sud della Nato.


Gli F16 ADF del 18° Gruppo hanno compiti sia di intercettazione che di addestramento. Il 37° Stormo di Trapani Birgi è in attesa di ricevere il nuovo caccia europeo Typhoon.

F16 ADFScheda Tecnica
Lockheed Martin F-16A Block 15 ADF Fighting Falcon
- apertura alare 9,8 m;
- lunghezza 14,8 m;
- altezza 4,8 m;
- peso massimo al decollo 15.890 kg;
- impianto propulsivo: 1 turbofan Pratt & Whitney F100-PW-220E da 12.150 kg/spinta con postbruciatore;
- velocità massima 2 mach;
- tangenza 15.000 m;
- autonomia massima di trasferimento 3.900 km;
- equipaggio: 1 pilota;
- armamento: 1 cannone cal. 20 mm a sei canne rotanti, missili aria-aria a guida radar attiva AIM-120 AMRAAM e a guida infrarossa AIM-9L Sidewinder.

Spionaggio: USA - Incriminati, spiavano per Pechino

SPIONAGGIO: USA – Incriminati analista del Pentagono ed ingegnere, spiavano per Pechino
(Fonte: Adnkronos 11 febbraio 2008 – ore 21,29)


Ascolta la notizia

La notizia dell’ultima ora conferma quello che si è sempre detto, si spia ma si è anche spiati, ma questo lo sappiamo tutti.
Nella giornata di oggi, 11 febbraio 2008, il Federal Bureau of Investigation (FBI) ha incriminato un analista del Pentagono ed un ex ingegnere della Boeing con l’accusa di vendere segreti militari alla Cina. Il dipartimento di Giustizia americano ha specificato che nell’ambito di due diverse inchieste, una in Virginia e l’altra a Los Angeles, sono stati anche arrestati oggi a New Orleans due cinesi accusati di passare a Pechino le informazioni fornite dall’analista del Pentagono.

domenica 10 febbraio 2008

ISS Shuttle AtlantIs STS 122 - Arrivo sull'ISS

SPAZIO: SHUTTLE ATLANTIS STS-122
Arrivo alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS)

STS-122 Due giorni passati nello spazio

Dopo due giorni di navigazione, lo Shuttle Atlantis STS-122 attracca alla Stazione Spaziale Internazionale, alle ore12:17 pm Est (18:17 ora italiana), i boccaporti vengono aperti e l’equipaggio dello Shuttle Atlantis, alle ore 1:40 pm Est (19,40 ora italiana) entra nella ISS, consegnando di fatto il Columbus, laboratorio dell’ESA, e un nuovo membro dell’equipaggio.
Sono previste tre uscite nello spazio. La prima, per l’installazione del Columbus alla Stazione Harmony, che si sarebbe dovuta condurre domenica da parte degli specialisti di missione Rex Walheim e Hans Schlegel e stata rimandata a lunedì a causa di un malore di Schlegel, il quale verrà sostituito dall’astronauta Stan Love. Riepilogando: La prima uscita sarà effettuata Lunedì 11 febbraio, alle ore 9:35 am Est (15,35 ora italiana), dagli astronauti Rex Walheim e Stanley Love.
Nel frattempo, alle ore 6:20 pm Est (0,20 ora italiana) è stata anticipata la rotazione ESA tra Dan Tani, il quale ritorna a terra e diventa specialista della missione STS-122 e, Leopold Eyharts che diventa Expedition 16 e rimane sull’ISS
La missione STS-122 rientrerà, atterrando, martedì 19 febbraio alle ore 10:14 am Est (16,14 ora italiana) al Kennedy Space Center, Florida.

Come è strutturato il Columbus

Con questa Missione, che prevede l’installazione del Columbus, l’ESA entra a tutti gli effetti come membro primario della missione, il che gli permetterà in seguito di aumentare la quota di astronauti da mandare sull’ISS ed avere quindi più voce in capitolo.
Il video che segue mostra quali sono le fasi di posizionamento del Columbus alla Stazione Armony.

Come verrà installato il Columbus alla Stazione Armony

sabato 9 febbraio 2008

Satellite Spia USA 193 (2006-057A) - Foto

SATELLITE SPIA USA 193
Foto


Finalmente siamo riusciti a reperire la famosa foto del satellite spia americano “USA 193 (2006-057A)”, scattata il 18 Settembre 2007 da un anonimo astrofilo inglese (speriamo di riuscire a rintracciare anche lui!! Il mondo è piccolo e la gente mormora).

A prima vista le caratteristiche fisiche del satellite fotografato sembrano corrispondere, come anche corrisponde la tempesta di polvere che in quei giorno imperversava su Marte.
La foto presentata è chiaramente un montaggio di due foto (il satellite a sinistra con Marte e il satellite a destra, i colori sono stati accentuati digitalmente) che, fino a prova contraria, riteniamo attendibili anche in considerazione del fatto che l’altezza dell’orbita del satellite, tra i 315 e i 340 km, la relativa luminosità del satellite stesso che con luce riflessa può raggiungere tranquillamente un +1, ed una buona zona di osservazione con un basso seening, lo rendono un buon oggetto da foto.

Rimaniamo in attesa di conoscere le vostre opinioni sull'attendibilità della foto

venerdì 8 febbraio 2008

ISS - Shuttle Atlantis STS-122 – 1E - Orbite e Visibilità sull'Italia

SPAZIO: ISS E SHUTTLE ATLANTIS STS-122
Orbite e visibilità sull’Italia


La ISS e lo Shuttle Atlantis STS-122 saranno perfettamente visibili su tutta l’Italia, tempo permettendo. Di seguito verranno elencate le maggiori località ed i passaggi dell’ISS, mentre per la zona di Roma anche dello Shuttle Atlantis STS-122.
Inoltre, cliccando sugli appositi links, sarà possibile vedere in tempo reale la posizione dell’ISS e dell’Atlantis.



Orbita dell'ISS

I momenti migliori per l’osservazione dell’ISS saranno al tramonto, ed in particolare per:
- ROMA il giorno migliore sarà l’11 febbraio 2008, dalle ore 19:58:20 alle ore 19:58:23; Mag. 1,1 – Alt. 10:
- MILANO il giorno migliore sarà il 12 febbraio 2008, dalle ore 20:18:01 alle ore 20:18:25; Mag. 1,1 – Alt. 10/13;
- PALERMO il giorno migliore sarà il 15 febbraio 2008, purtroppo con poca visibilità, dalle ore 19:46:27 alle ore 19:47:48; Mag. 0,4 – Alt. 10/19.

I passaggi dello Shuttle Atlantis STS-122 su Roma sono i seguenti: (la tabella è valida fino al 9, giorno in cui lo Shuttle attraccherà all'ISS, per i giorni seguenti fare riferimento alle tabelle della Stazione Spaziale)

ISS - Passaggi su ROMA

ISS - Passaggi su MILANO

ISS - Passaggi su PALERMO

giovedì 7 febbraio 2008

ISS - Shuttle Atlantis STS-122 – 1E - LANCIO E PARTENZA

SPAZIO: Shuttle Atlantis STS-122 – 1E


PARTITI

Lancio dello Space Shuttle Atlantis - STS-122 - 1E

Lo Space Shuttle Atlantis, come programmato, è PARTITO per la sua missione, con a bordo i sette membri dell’equipaggio.

Il vento sempre da SO è sceso a 16 km/h, il tempo comunque rimane sempre instabile.

Il lancio è stato di importanza cruciale per l’Agenzia Spaziale Europea, perché il laboratorio Columbus rappresenta una struttura di ricerca per l’Europa e il continente.

“Oggi stiamo aprendo un nuovo capitolo per l’ESA”, ha dichiarato Jean-Jacques Dordain, Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Europea. “Proprio come Colombo scoprì il Nuovo Mondo, con Columbus, siamo scoprendo un nuovo mondo”.

Insieme al Destiny i laboratori salgono a due. “E’ bello avere due laboratori nello spazio”, ha detto Bill Gerstenmaier, amministratore associato della NASA per le operazioni spaziali.

L’incontro con l’ISS sarà per Sabato, nel frattempo l’equipaggio di Atlantis è impegnato a controllare i propri sistemi. Buon viaggio.


ISS - Shuttle Atlantis STS-122 – 1E - Pronti per la Partenza

SPAZIO: Shuttle Atlantis STS-122 – 1E
PRONTI per la PARTENZA


Non ci rimane che aspettare il
“COUNTDOWN”

Ad un ora dal previsto lancio dello Space Shuttle Atlantis, le previsioni meteo sono leggermente migliorate e sono al 40%.


Atlantis pronto per il lancio

La temperatura a Cape Canaveral è di circa 29°, il cielo risulta per lo più nuvoloso con probabilità di temporali, venti da SO a 23 km/h ed una umidità al 45%.
Tutti i sette membri dell’equipaggio sono legati nei loro posti all’interno del comparto equipaggio.
I serbatoi erano già stati precedentemente riempiti, i tecnici sono più che soddisfatti delle condizioni della navetta ed i sensori ECO rispondono alla perfezione.

mercoledì 6 febbraio 2008

ISS - Shuttle Atlantis STS-122 – 1E - Preparazione al lancio 7 febbraio 2008

SPAZIO: Shuttle Atlantis STS-122 – 1E
Partenza prevista per domani 7 febbraio 2008


(Vedasi anche post del: 22/11 - 6/12 e 9/12)

Quanto manca al Lancio? Clicca sul Teletrasporto

Quanto manca al lancio? Clicca sul Teletrasporto


Dopo i passati rinvii, dovuti al malfunzionamento dei Sensori ECO, i tecnici hanno provveduto alla sostituzione del connettore tra il serbatoio esterno e lo Shuttle Atlantis il quale è ora pronto alla partenza, prevista per domani 7 febbraio 2008, alle ore 2:45 pm Est (20,45 ora italiana) dalla rampa di lancio 39-A. La durata della missione è di 11 giorni e, l’ncontro con ISS dovrebbe avvenire il 18 febbraio 2008. Lo Shuttle Atlantis lavorerà ad una altitudine di 226 km e la sua orbita avrà una inclinazione di 51,6 gradi.
Le previsioni meteo, per domani, elaborate meteorologi americani, sono costituite da un fronte freddo che dovrebbe portare intesa nuvolosità e temporali, il che porta al 30% le possibilità meteo accettabili; possibilità che dovrebbero salire al 60% Venerdì e al 70% Sabato.

L'obiettivo primario della missione sarà quello di installare sulla Stazione il modulo di costruzione europea Columbus, e di riportare sulla Terra l'ingegnere di volo Daniel Tani (Ingegnere di volo della NASA), membro della Expedition 16. Al termine di questa missione lo Shuttle sarà preparato per la STS-125, l'ultima missione di manutenzione prevista al telescopio spaziale Hubble, il cui lancio è previsto per il 10 settembre 2008 e dovrebbe apportare le seguenti modifiche:

  • Sostituzione completa dei 6 giroscopi cuore del sistema di puntamento.
  • Sostituzione completa delle batterie ormai prossime all'esaurimento.
  • Installazione della Wide Field Camera 3 al posto di WFPC2.
  • Installazione del Cosmic Origin Spectrgraph al posto di COSTAR.
  • Riparazione della elettronica di STIS.

La STS-122 sarà l'ultima visita dell' Atlantis alla Stazione Spaziale Internazionale.
Si ricorda che la STS-122 costituisce il volo di assemblaggio 1E della ISS che prevede, oltre al trasporto del modulo Columbus, il Biolab, il Fluid Science Laboratory, l'European Drawer Rack e l'European Physiology Modules. Inoltre il carico comprende anche il Solar Monitoring Observatory e l'European Technology Exposure Facility. Lo Shuttle riporterà sulla Terra un giroscopio malfunzionante della stazione che è stato sostituito con uno nuovo durante la missione STS-118.
L’equipaggio è composto da:

  • Stephen Frick, Comandante - NASA
  • Alan Poindexter, Pilota - NASA
  • Stanley Love, Specialista di Missione - NASA
  • Rex Walheim, Specialista di Missione - NASA
  • Leland Melvin, Specialista di Missione - NASA
  • Hans Schlegel, Specialista di Missione - ESA Germania

L’eventuale missione di supporto è contrassegnata dalla sigla STS 323 ed è costituita da quattro astronauti della futura missione STS 123 (Shuttle Endover il cui lancio era previsto per il 14 febbraio 2008, ma presumibilmente verrà effettuate l’11 marzo 2008)

martedì 5 febbraio 2008

Satelliti Spia - Presentazione

SATELLITI SPIA
Che cosa è un satellite spia?
- Presentazione -


L’argomento viene presentato con questo post, ma verrà approfondito argomento per argomento, nazione per nazione, orbita per orbita. Non si ha la pretesa di sapere o voler sapere tutto, ma con le notizie da me raccolte man mano e la vostra partecipazione e conoscenza, si può creare un quadro più completo e più attendibile possibile di ciò che ci circonda e di cui, per necessità militari (?), non siamo mai stati portati a conoscenza.
Quindi ringrazio anticipatamente tutti coloro che vorranno partecipare apportando notizie (anche da verificare) e conoscenze tecniche.
E’ un argomento che può sembrare scontato, ma non è così, semmai è “scottante”. Il nome stesso li riconduce ad una matrice militare, dove, più spesso che volentieri, le informazioni sono classificate “Top Secret” e quindi non aperte al pubblico. Cosa sono? Quanti sono? Che funzioni hanno? Quali sono i Paesi che ne fanno uso e perché? Ad esempio, in USA quale Organismo produce e controlla? E in Russia? Che orbita hanno? Ha che altezza lavorano? Quali immagini riescono a riprendere e qual è la loro qualità? Che tecnologie usano? Fino ad oggi quali satelliti spia si conoscono? E tantissime, ma veramente tante, altre domande, che fanno rendere questo argomento, misterioso, piccante e, come ho già detto, “scottante”.

INIZIAMO L’AVVENTURA

Stardust

Si può dire che ogni satellite è diverso dagli altri, per scopo e di conseguenza per funzionalità e, si possono suddividere nel seguente modo:
  • satelliti per telecomunicazioni, apparecchiature costruite dall'uomo per le telecomunicazioni, es. i Satelliti COSPAS/SARSAT; spesso sono posizionati in un'orbita geostazionaria intorno alla Terra;
  • satelliti meteorologici, es. METEOSAT;
  • satelliti scientifici, es. Telescopio Spaziale Hubble o Envisat o Landsat;
  • satelliti militari sia a scopo offensivo che difensivo, es. la rete di satelliti di monitoraggio nucleare Vela; (qui ci ritorneremo!!)
  • stazioni orbitanti, es. Stazione Spaziale Internazionale, Skylab, Mir;
  • sonde spaziali in modo improprio, perché in genere le sonde non orbitano attorno ad un altro corpo.

Una delle caratteristiche più importanti che distingue i vari satelliti è l’orbita: essa può essere circolare o ellittica (ma come vedremo più avanti ha anche altre caratteristiche), essere percorsa in senso orario o antiorario e con una data inclinazione rispetto al piano dell’equatore terrestre. Ma la caratteristica principale è la quota. Si distinguono orbite basse (LEO), orbite medie (MEO) e geostazionarie (GEO). Le orbite basse (sotto i 2.000 km) presentano diversi vantaggi, legati alla difficoltà di messa in orbita ad altezze maggiori, e ad altri fattori. Le orbite medie sono comprese tra i 2.000 e i 10.000 km; sono utilizzate principalmente dai satelliti per le telecomunicazioni e da quelli del sistema Global Positioning System (Gps).
Infine, le orbite geostazionarie hanno una quota pari a 5,6 volte il raggio terrestre cioè circa 35.800 km. A questa quota un satellite ruota per inerzia alla stessa velocità angolare della terra: compie un giro completo intorno al nostro pianeta nello stesso tempo in cui la terra compie una rotazione completa sul proprio asse. In pratica un satellite geostazionario sorvola sempre la stessa zona. Da terra viene visto come un punto fermo nel cielo di notte e di giorno.

Nel dettaglio l’orbita è definita come: “la traiettoria di un corpo celeste, di un satellite artificiale o di un veicolo spaziale nello spazio, dove in genere è presente il campo gravitazionale generato da un altro corpo celeste”.
Può essere classificata in base:

  • All’energia posseduta dal corpo le orbite possono essere chiuse e periodiche oppure aperte e non periodiche.
    - Orbita ellittica: l'orbita è chiusa ed è un ellisse se l'energia totale E del corpo è minore di zero (ovvero se l'energia cinetica è minore dell'energia potenziale). Sono ellittiche le orbite dei pianeti del sistema solare e di tutti i loro satelliti.
    - Traiettoria iperbolica: l'orbita è aperta ed è un iperbole se l'energia totale E del corpo è maggiore di zero (ovvero se l'energia cinetica è maggiore dell'energia potenziale). Sono iperboliche le orbite delle sonde spaziali inviate al di fuori del sistema solare e le porzioni di orbite di sonde inviate verso i pianeti esterni (come la sonda Galileo e la sonda Cassini nelle fasi di avvicinamento e allontanamento dai pianeti interni usati per l'effetto fionda).
    - Traiettoria parabolica: da un punto di vista teorico occorre inoltre aggiungere che se E=0, l'orbita risulterà una parabola; tale orbita rappresenta l'elemento di separazione tra la famiglia di orbite chiuse e di orbite aperte.
  • All’inclinazione, una orbita può essere:
    - Orbita equatoriale: se l'inclinazione è circa zero (ad esempio tutte le orbite geostazionarie)
    - Orbita polare: se l'inclinazione è quasi uguale a 90°. I satelliti in orbita polare hanno la caratteristica di poter vedere tutto il globo.
    - Orbita eclittica: se l'inclinazione dell'orbita coincide con l'eclittica del pianeta
  • All’utilità, possono essere definite anche:
    - Orbita cimitero, dove finiscono i satelliti artificiali geostazionari
    - Orbita commerciale
    - Orbita di parcheggio
    - Orbita Molniya, orbita per comunicazioni sovietica
  • All’altitudine:
    - Low Earth Orbit: orbita terrestre bassa, in cui si trova ad esempio la ISS
    - Medium Earth Orbit: orbita terrestre media, in cui si trovano i satelliti dei sistemi di navigazione (GLONASS, Galileo e GPS.
    - High Earth Orbit: orbita terrestre alta (particolarmente ellittica)
    - Orbita geostazionaria: ad una quota di 36 000 km i satelliti possono rimanere fermi rispetto alla superficie terrestre. I satelliti per le telecomunicazioni si trovano in quest'orbita.

Per i satelliti artificiali, così come per quelli naturali, valgono delle regole atte a calcolare la loro velocità. Tuttavia, per la semplificazione dei calcoli, sono presi in considerazione i seguenti punti:
- L'orbita del satellite viene considerata come circolare;
- Il satellite si muove attorno ad un corpo puntiforme con una certa massa;
- Anche il satellite è un corpo puntiforme.
Per le leggi del moto circolare uniforme, è noto che la forza centripeta si calcola con la formula:
- F = mv2 / r
e ancora, per la legge di gravitazione universale, la forza gravitazionale si calcola con la formula:
- F = Gm1m2 / r2
Tuttavia, per creare una situazione di equilibrio, cioè fare in modo che il satellite ruoti attorno ad un corpo e non precipiti su di esso, la forza centripeta dev'essere uguale alla forza di gravitazione:
- FC=FG
Quindi ci è possibile eguagliare le due espressioni precedentemente citate:
mv2 / r = GMm / r2
dove:
- m = massa del satellite
- M = massa del corpo attorno al quale il satellite ruota
- r = raggio dell'orbita del satellite
- G= costante di gravitazione universale, che vale 6,67 * 10 − 11Nm2 / kg2
è possibile semplificare l'espressione, omettendo m.
v2 / r = GM / r2
risolvendo l'equazione, ossia moltiplicando i membri per r2, si trova il valore della velocità del satellite:
v = √ G/r*M
sapendo inoltre che il periodo, nel moto circolare uniforme, vale 2πr/v, si potrà calcolare quello di un satellite dividendo 2πr per la sua velocità.
Dopo queste necessarie e relativamente semplici considerazioni, essenziali per sapere, in linea di massima, di cosa stiamo parlando, possiamo andare sul nostro argomento principale.

Lo spionaggio è la pratica di ottenere segreti (spiàre) da rivali o nemici per ottenere vantaggi militari, politici o economici. La definizione è stata ristretta allo spionaggio di Stato nei riguardi di nemici, anche potenziali, principalmente per scopi militari, ma è anche stata estesa allo spionaggio tra imprese, conosciuto come "spionaggio industriale". Molte nazioni spiano costantemente i propri nemici e i propri alleati, anche se mantengono una politica di non far commenti al riguardo. Il Black’s Law Dictionary (1990) definisce lo spionaggio come: "...ottenere, trasmettere o perdere... informazioni relative alla difesa nazionale."


Oggi è AISE

Un satellite spia o satellite di ricognizione è un satellite artificiale di comunicazione o per l'osservazione della terra, lanciato per applicazioni militari o di spionaggio. Fino agli anni 1970 e 1980 molti satelliti di ricognizione che facevano foto espellevano contenitori di film fotografico che scendevano a terra, per essere poi catturati a mezz'aria mentre discendevano l'atmosfera con un paracadute.
Orbitano in fascia bassa (LEO), a circa 650 km di altezza, e sono dotati di potenti sistemi ottici riflettori e di macchine fotografiche digitali veramente all’avanguardia. Tuttavia vengono spesso sopravvalutati. Innanzitutto le immagini fornite da tali satelliti vengono rese pubbliche fino a una certa risoluzione. Poi esistono metodi fisici per dimostrare la massima risoluzione acquisibile da quell’altezza. Le immagini acquisite sono però distorte e vengono quindi rettificate digitalmente, ortorettificate.
Negli Stati Uniti, la maggior parte delle informazioni disponibili su questi satelliti e le loro missioni riguarda programmi che esistevano sino al 1972. Alcune informazioni sui programmi prima di quel tempo sono ancora coperte da segreto militare. Poche immagini aggiornate di satelliti di ricognizione sono state rese pubbliche o sono sfuggite.
Esempi di missione di satelliti spia:

  • Fotografia ad alta risoluzione
  • Intercettazione di comunicazioni
  • Verificare il rispetto di divieti di test nucleari (VELA)
  • Rilevazione di lanci di missile

Satellite spia Kh-12

Il principale Organo mondiale di produzione e controllo di satelli militari è quello americano, il National Reconnaissance Office (NRO), di cui ne parleremo approfonditamente con dei post a parte. Creato nel 1960, ha la sede principale a Chantilly, Virginia. E’ un Dipartimento appartenente al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America, con il compito principale di costruire e controllare i “satelliti spia”.
Il NRO avviò il primo programma denominato “Corona” di satelliti spia, nel 1960, anche se il primo test venne effettuato il 28 febbraio 1959 e terminò nel maggio 1972. Il programma “Corona” effettuò 145 missioni, l’ultima avvenne il 25 maggio 1972. Tra il 1960 ed il 1999, organizzò anche i programmi Argon, Lanyard, Gambit, Hexagon and Big Bird, Dorian, Crystal and Kennan, Ikon e Improved Crystal.
Tutti i programmi e le missioni successive al 1972 sono tuttora considerate “classificate “, quindi non aperte al pubblico.
I satelliti NRO comprendono le seguenti serie, di cui ne parleremo approfonditamente, una per una, con appositi post:

  • “Serie Keyhole" – fotografia satellitare:
    o KH-1, KH2, KH3, KH4, KH-4°, KH-4B Corona (1959)
    o KH5 – Argon (1961)
    o KH6 – Lanyard (1963)
    o KH7 – Gambit (1963)
    o KH8 – Gambit (1966)
    o KH9 – Hexagon and Big Bird (1971)
    o KH10 – Dorian (Cancellato)
    o KH11 – Crystal and Kennan (1976)
    o KH12 – Ikon e Improved Crystal (1990?)
    o KH13 – (1999?)
  • Samos – fotografia satellitare (1960)
  • Lacrosse/Onyx – analisi radar (1988)
  • Chalet, Vortex e Mercury – signals intelligence (SIGINT)
  • Rhyolite, Aquacade – analisi elettronica
  • Quasar – comunicazioni
  • Misty/Zirconic

Satellite spia Lacrosse, in costruzione, con radar

Per il momento guardiamo una serie per tutte, che verrà successivamente approfondita:
Lacrosse e Onyx sono i nomi in codice di satelliti spia dell'Ufficio Nazionale per la Ricognizione (NRO, National Reconnaissance Office) degli Stati Uniti.
Anche se non è stata ammessa ufficialmente dall'NRO, l'esistenza di questi satelliti è confermata da numerose prove. I satelliti Lacrosse effettuano mappature tramite un sistema radar ad apertura sintetica (SAR, Synthetic Aperture Radar), in grado di "penetrare" (inferire dati) fino ad una certa profondità nel terreno; a questo fine sono stati però spediti nello spazio strumenti ancora più efficaci.
Il nome "Lacrosse" si riferisce a tutte le varianti di satellite, mentre "Onyx" è stato usato per la terza e la quarta unità prodotta.
Nel 2001 il National Reconnaissance Office disponeva di tre satelliti spia Lacrosse in aggiunta ad altri tre di categoria KeyHole.
Lanci
Sono stati lanciati cinque Lacrosse, tre o quattro di questi rimangono tuttora in orbita.
Lacrosse 1, satellite non operativo dal 1997.
Lancio: 2 dicembre 1988, Kennedy Space Center, Launch Complex 39B
Piattaforma: Space Shuttle Atlantis, missione STS-27
Apogeo/perigeo/inclinazione dell'orbita: 447 × 437 km @ 57.0°
Periodo di rivoluzione: 93.4 minutes
Ritiro: 1997
Numero NORAD: 19671
Lacrosse 2, ancora in servizio (2004), missione prolungata.
Lancio: 8 marzo 1991, Vandenberg AFB, Space Launch Complex 4
Piattaforma: Titan IV-A
Apogeo/perigeo/inclinazione dell'orbita: 662 × 420 km @ 68.0°
Numero NORAD: 21147
Lacrosse 3, ancora in servizio, sostituto di Lacrosse 1.
Lancio: 24 ottobre 1997, Vandenberg AFB, Space Launch Complex 4
Piattaforma: Titan IV-A
Apogeo/perigeo/inclinazione dell'orbita: 679 × 666 km @ 57.0°
Numero NORAD: 25017
Lacrosse 4 (variante Onix), ancora in servizio. Dopo la messa in orbita iniziale vennero fatti aggiustamenti minori, riposizionandolo su 675 × 572 @ 68.1°.
Lancio: 17 agosto 2000, Vandenberg AFB, Space Launch Complex 4
Piattaforma: Titan IV-B
Apogeo/perigeo/inclinazione dell'orbita: 695 × 689 km @ 68.0°
Massa: 14,500 kg
Numero NORAD: 26473
L'inclinazione orbitale di 68°, combinata all'altitudine forniscono ai satelliti sopra menzionati una completa visione della superficie terrestre, inclusi i poli.
Il 30 aprile 2005, da Cape Canaveral, su un Titan IV-B, viene lanciato un quinto satellite, Lacrosse 5, in orbita con una inclinazione di 57°.

E’ notizia di questi giorni, del satellite spia USA 193 (vds articolo) oramai fuori controllo e che precipiterà tra fine febbraio e gli inizi di marzo. Questo satellite, dal momento del lancio, era destinato a sostituire i Lacrosse/Onyx.

Finora abbiamo parlato dell’America, ma questo argomento interessa anche, e soprattutto, la Russia, non seconda a nessuno per i suoi programmi spaziali e spionistici, oppure qualsiasi Paese tecnologicamente avanzato o no, vedasi le notizie dell’ultima ora sul satellite-spia Israeliano lanciato dalla base indiana di Sriharikota, il satellite avrà il compito strategico di tenere sotto controllo quando accade in Iran.
Oppure il nuovo test missilistico (e non ancora spaziale) Iraniano con il quale si vuol far credere ad un futuro controllo del proprio territorio, ma che invece dovrebbe essere una risposta a quanto fatto dagli Israeliani e dagli Americani.
Il tutto ci può far riflettere di quanto sia importante questo argomento, con il quale, per il mezzo della tecnologia, si possono stabilizzare o destabilizzare egemonie politiche ed economiche.

Asteroide 2007-Tu24 - Foto

Asteroide 2007 TU24
Prime Foto Radar

Come previsto, l’Asteroide 2007 TU24 in data 29 gennaio 2008, alle ore 3,33 am (12,33 am del Pacifico), ha raggiunto la distanza più vicina alla Terra, 554.209 km corrispondente a 1,4 volte la distanza tra la Luna e la Terra.
Gli scienziati della NASA al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, avevano monitorato in anticipo l’asteroide, stabilendo che non vi era alcuna possibilità di un impatto, come già aveva riferito in precedenza l’astrofisico italiano Andrea Boattini.
Questa immagine radar dell’asteroide 2007 TU24 è stata ottenuta il 28 gennaio 2008, circa 12 ore prima del massimo punto di avvicinamento alla Terra. Per riprendere questa immagine (ma anche tante altre eh!!) sono stati utilizzati l’Osservatorio di Arecibo a Puerto Rico e la Greenbank Telescope in West Virginia.



Ora gli scienziati hanno in programma di osservare attentamente le immagini riprese ed i dati raccolti dalle osservazioni con la speranza di imparare di più sul nostro sistema solare e dei più vicini asteroidi.
Altre osservazioni sono previste per febbraio dall’1 al 4 utilizzando l’Osservatorio di Arecibo in Puerto Rico. L’Osservatorio è gestito dalla Cornell University, Ithaca, NY, per la National Scienze Foundation.