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giovedì 22 novembre 2007

Radiotelescopio EXPReS

Astronomia: partito EXPReS, il radiotelescopio “grande” quanto il mondo
Anche l'italia in pole, con la parabola dell'Istituto di Radioastronomia
Composto di antenne sparse su tre continenti, ha una capacità di osservare i dettagli degli oggetti celesti cento volte superiore a quella degli strumenti oggi esistenti
(Fonte Adnkronos 17/09/07 – iasfbo.inaf 17/09/07)

Roma, 17 set. (Adnkronos) - Se ad Archimede bastava un punto d'appoggio per sollevare il mondo, ai radioastronomi del progetto internazionale EXPReS (Express Production Real-time e-VLBI Service) sono state sufficienti alcune antenne sparse su tre continenti e una rete telematica ad altissima velocità per trasformare il mondo in un unico, enorme, radiotelescopio in grado di produrre dati in tempo reale. Ci sono riusciti ora, per la prima volta, utilizzando sei radiotelescopi distribuiti tra Europa, Cina e Australia, collegati fra loro e al correlatore, un supercomputer situato in Olanda, tramite una rete intercontinentale a 256 Mbit/s. E nel progetto anche l'Italia è in pole.
"Il risultato è strepitoso: la risoluzione ottenuta è equivalente a quella di un solo radiotelescopio con una parabola grande quasi come l'intero globo. E' di fatto un telescopio con una capacità di osservare i dettagli degli oggetti celesti cento volte più accurata di quella dei migliori telescopi ottici oggi esistenti" spiega l'Inaf, l'Istituto Nazionale di Astrofisica tra i maggiori partner del progetto internazionale.
Tra i sei radiotelescopi coinvolti nel test appena realizzato, infatti, c'è anche quello italiano di Medicina, vicino a Bologna. Una parabola da 32 metri di diametro dell'Istituto di Radioastronomia (Ira) dell'Inaf.
"E' stata usata la nostra antenna - spiega Luigina Feretti, direttore dell'Ira – perché è una tra le poche in Europa a disporre di un collegamento in fibra ottica ad alta velocità. Normalmente, per osservazioni Vlbi su scala così grande, occorre salvare i dati su dischi rigidi e poi trasportarli fisicamente in Olanda, al computer che correla tutti i segnali fra loro. Un'operazione lunghissima, che richiede settimane, a volte mesi. Ora abbiamo dimostrato che è possibile farlo in tempo reale".
Il sistema Vlbi (Very Long Baseline Interferometry) funziona un pò come l'Othello, il gioco di strategia in cui si catturano le pedine avversarie chiudendole fra due pedine proprie. Solo che nel Vlbi le “pedine” agli estremi sono due radio-antenne, e tutto quello che si trova in mezzo viene a sua volta trasformato in un'unica enorme antenna virtuale. Dunque, più le due antenne sono distanti, più grande risulterà il radiotelescopio ottenuto.
"Nel caso dell'e-Vlbi (electronic-Vlbi), la configurazione appena sperimentata, - continua l'Inaf - la novità sta nella velocità del sistema: le “pedine” si ribaltano in un istante. Ovvero, le osservazioni dell'immenso radiotelescopio virtuale sono immediatamente disponibili agli astronomi, senza necessità di alcuna attesa per la ricostruzione dei dati". "Così, per esempio, - aggiunge l'Ente di ricerca - durante la fase di test che aveva come “estremi” il radiotelescopio di Medicina e quello di Shanghai, à come se fosse stata dispiegata un'immensa parabola di ricezione che si estende dall'Italia alla Cina".
La prossima tappa del progetto EXPReS prevede di allargare il numero di antenne coinvolte fino a comprendere anche Sudafrica, Sudamerica e Stati Uniti e di utilizzare reti a 1 Gigabit, di cui il radiotelescopio di Medicina è già fornito.
"E' sempre stata un'antenna tecnologicamente all'avanguardia - conferma Luigina Feretti - e ora stiamo applicando le competenze e le tecnologie sviluppate negli anni a Medicina sul nuovo radiotelescopio in costruzione in Sardegna, l'Srt, sempre dell'Inaf", un gigante con una parabola da 64 metri di diametro.

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